Cosa dice davvero la legge italiana sul passeggero in moto

di La Chiave del Dieci

La legge italiana non vieta di portare un passeggero in base alla sola categoria di patente: quello che conta è che la moto sia omologata per due persone — due posti riportati sulla carta di circolazione — che il passeggero sieda sul sellino e appoggi i piedi sulle pedane fissate dal costruttore, come chiede l'articolo 170 del Codice della Strada, e che chi guida abbia una patente valida per quel veicolo specifico. Anche con la A1 si può portare un passeggero, se la moto rientra nei limiti della categoria ed è omologata per due posti. La confusione nasce quasi sempre qui: si scambia il limite della patente per un divieto di trasporto che nel Codice non c'è.

Mi è ricapitato l'anno scorso, in un box di periferia, davanti a una 125 usata che stavo guardando per mia nipote. Il venditore, una persona gentile e sinceramente convinta, continuava a ripetere che tanto "con la A1 non porti nessuno". Gli ho chiesto di farmi vedere il documento. Me l'ha passato, e io l'ho girato sul banco da lavoro, sotto la lampada, cercando la riga con il numero di posti.

Se lì c'è scritto 2, la moto è omologata per due: può portare un passeggero. Se c'è scritto 1, è monoposto, e nessuna patente al mondo cambia quel numero. È il documento che decide, non il racconto del bar.

Quello che guardo per primo, e non è la patente

Prima di discutere di categorie, mi metto dietro la moto e guardo il sellino. Non tutto il sellino: la parte posteriore, quella che il passeggero occupa. Poi allungo la mano verso il basso e cerco le pedane del passeggero, quelle che il costruttore ha fissato al telaio o al telaietto, non un pezzo saldato a caso. Le apro, le richiudo. Verifico se c'è una maniglia o una cinghia a cui aggrapparsi.

L'articolo 170, in sostanza, non chiede altro: che il passeggero sieda nel posto previsto e usi le pedane. Se una delle due cose manca, il trasporto non è regolare, e non è una questione di patente.

La sorpresa, per chi non ha mai letto un libretto, è che esistono 125 monoposto. Alcune piccole sportive, per scelta progettuale, sono omologate per il solo conducente. Sono rare, ma esistono, e chi le compra pensando al passeggero resta a piedi. Per questo il numero di posti lo controllo alla prima riga utile, non dopo aver pagato.

La patente decide un'altra cosa

Qui sta il punto che viene raccontato male più spesso. A1, A2 e A3 non contengono una clausola sul passeggero. Contengono limiti sul veicolo che puoi guidare.

La A1 copre fino a 125 di cilindrata, 11 kW di potenza e un rapporto peso/potenza non superiore a 0,1 kW/kg, più i tricicli fino a 15 kW. La A2 sale a 35 kW, con rapporto non oltre 0,2 kW/kg e il vincolo che la moto non derivi da un motore di potenza più che doppia. La A3, sopra, non pone limiti di potenza.

Tradotto: la patente stabilisce su quale moto puoi salire. Una volta che quella moto è legale per te, il passeggero dipende dall'omologazione del veicolo, dalle pedane e dalla posizione di guida, non da un divieto legato alla categoria. Se hai la A1 e guidi un 125 omologato per due, puoi portare un passeggero. Punto.

C'è anche un dettaglio che sorprende molti: il passeggero non deve avere alcuna patente. Non è un conducente in formazione. Sale, si siede, tiene i piedi sulle pedane.

La telefonata che faccio sempre prima di partire

Sull'assicurazione ho imparato a non fidarmi della memoria. Le polizze per moto possono avere clausole diverse sul trasporto del passeggero, e quello che vale per la mia non vale automaticamente per quella di un amico. Non è una cosa da scoprire leggendo il contratto la sera prima di un viaggio.

Quindi, quando la moto è nuova per me o per chi la guida, faccio una telefonata breve all'agenzia: chiedo se il passeggero è coperto senza comunicazioni ulteriori e se ci sono condizioni legate al numero di posti. Sono due minuti, e mi hanno evitato più di una sorpresa.

Il passeggero che non arriva alle pedane

Un bambino non è un adulto più piccolo. La regola pratica è semplice: deve poter appoggiare i piedi sulle pedane e tenersi in modo stabile. Se non ci arriva, serve un adattatore o un seggiolino omologato per il trasporto, non un cuscino appoggiato lì.

Ho visto soluzioni improvvisate, e il problema non è estetico. Un passeggero che non trova appoggio si muove, e una moto con un peso che si sposta in curva è una moto diversa da quella che hai imparato a guidare. Se il passeggero è piccolo, meglio un accessorio omologato che una soluzione di fortuna.

Il giro di controllo che faccio prima di partire

Quando siamo in due, prima di accendere faccio quattro cose, sempre nello stesso ordine. Guardo il numero di posti sul documento, se ho il dubbio. Controllo che le pedane siano aperte e raggiungibili. Verifico che il passeggero abbia il casco allacciato e qualcosa a cui tenersi. E mi chiedo se il peso dietro cambia la frenata, perché cambia, e le prime frenate con un passeggero sono sempre più lunghe di quanto ci si aspetti.

Nessuna di queste è una formalità. La legge chiede una moto omologata per due, un posto a sedere e delle pedane. Il resto lo fa l'esperienza, la tua e quella di chi sale dietro. E se qualcuno ti ripete che la A1 vieta il passeggero, fagli vedere il libretto: la risposta è scritta lì, in una riga sola.

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Motociclisti cresciuti tra il manuale di officina e i controlli in garage. Sanno leggere una scheda tecnica, riconoscere una manutenzione fatta bene e capire quale moto ha senso per l'uso reale.

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