Regola la moto per il passeggero con 0,2 bar in più
Con un passeggero a bordo la moto va riconfigurata su tre fronti: pressione delle gomme aumentata (tipicamente 0,2-0,3 bar, secondo la tabella del libretto di uso e manutenzione), precarico del mono posteriore alzato per compensare il peso in più, e freni idraulici — estensione e compressione — adeguati ai movimenti più rapidi della sospensione. I valori esatti, quanti bar e quante tacche o click, non si deducono a naso: sono scritti nel libretto, che di norma elenca tre condizioni di carico (solo, solo con bagagli, due persone). Il resto è metodo: misurare a freddo, regolare, ricontrollare.

La prima volta l'ho fatto con il libretto aperto sul pavimento del box, gomme fredde, il passeggero in arrivo il giorno dopo. Cercavo un numero secco e ho trovato una tabella a doppia entrata: da una parte la condizione di carico, dall'altra la voce da regolare. Da allora la domanda che mi faccio non è "quanto aggiungo?", ma "quale riga devo guardare?". E da allora annoto tutto su un quaderno, perché dopo due mesi non ricordo più da dove ero partito.
Il conto del peso viene prima di ogni registro
Prima di girare qualsiasi cosa guardo la targhetta del carico massimo ammissibile, che di solito è sul cannotto di sterzo. Sommo il mio peso, quello di chi sale dietro, i caschi nel top case, le borse, l'antipioggia. Quel numero è un tetto: se ci si avvicina troppo, il problema non è la regolazione ma come si viaggia. La tabella del libretto è costruita su quel totale, quindi la riga "due persone" presuppone una somma, non solo un passeggero in più.
Pressione: il 0,2 bar si legge a freddo
Le gomme si controllano a moto fredda, prima di partire, con lo stesso manometro ogni volta: due manometri diversi raccontano due storie diverse. Il libretto indica, per la condizione a due, un aumento nell'ordine di 0,2-0,3 bar rispetto alla pressione da solista; a volte riguarda solo il posteriore, a volte entrambe le gomme. Dipende dal modello e sta scritto lì, non altrove. Se misuri dopo mezz'ora di strada trovi un valore più alto, e non è quello da confrontare con la tabella: non si sgonfia a caldo, si ricontrolla a freddo la mattina dopo.
Precarico: alza il retrotreno e rimette in asse la moto
Il precarico non indurisce la molla, la porta in una posizione di partenza più alta. Con due persone a bordo la sospensione posteriore si comprime di più già da ferma, il retrotreno si abbassa e la geometria cambia: la moto si siede sul posteriore e lo sterzo diventa più pesante. Alzando il precarico il retrotreno risale e l'assetto si riavvicina a quello da solista. Si agisce sulla ghiera filettata sul corpo del mono, con la chiave a settori in dotazione, allentando prima il controdado; su alcune moto c'è invece una manopola idraulica e si conta in click. Il libretto dice, per ogni condizione di carico, dove va posizionata. Io conto i click partendo da tutto morbido, oppure le tacche, e li scrivo subito.
Il sag dice se quella posizione è giusta
Il precarico si verifica con due misure. Si prende un riferimento sul codino e si misura in verticale fino all'asse della ruota posteriore, con la ruota sollevata da terra e la sospensione tutta estesa: è la lunghezza di riferimento. Poi si appoggia la moto sulle sue ruote, senza nessuno a bordo, e si misura di nuovo: la differenza è il sag statico. Infine si sale in sella in posizione di guida, piedi sulle pedane, e si misura la terza volta: la differenza rispetto alla lunghezza di riferimento è il sag del pilota. Si aggiunge precarico finché il valore non entra nell'intervallo previsto. Ogni misura va ripetuta un paio di volte e mediata, perché basta una moto non in bolla o un rimbalzo della sospensione per sballare tutto.
Va detto che non tutti i libretti riportano un intervallo di sag. Se non c'è, il riferimento resta la posizione di precarico indicata per il carico a due, e il sag serve come controllo di coerenza: se la misura è lontanissima da quella posizione, qualcosa non torna e vale la pena rifare il procedimento.
Freni idraulici: estensione e compressione
Il peso in più fa comprimere la sospensione di più e più in fretta. Il freno in estensione controlla la velocità con cui la sospensione ritorna; il freno in compressione controlla la velocità con cui si comprime. Sul mono il registro dell'estensione sta di solito in basso, vicino all'occhiello, quello della compressione in alto o sul serbatoietto; sulla forcella la compressione sta in fondo allo stelo e l'estensione sul tappo, ma su qualche moto è invertito. Il libretto dà i click per la configurazione a due: si parte da lì, si cambia uno o due click per volta e si annota. Un registro chiuso o aperto di troppo si paga in consumo di gomma e in stabilità, quindi meglio muoversi poco e registrare il totale.
Cosa si paga quando l'assetto è sbagliato
Un assetto fuori misura non si sente subito, si vede dopo. La gomma posteriore si consuma in modo irregolare, perché lavora con una pressione di contatto diversa da quella prevista. La luce a terra diminuisce e pedane, cavalletto centrale o collettore finiscono più vicini all'asfalto nelle curve prese con carico. In frenata la moto si comprime di più sull'avantreno e l'ABS entra prima, con lo spazio di arresto che si allunga. Anche la catena va riguardata: alzando il precarico cambia l'angolo del forcellone, quindi il gioco va verificato secondo il libretto tenendo conto della nuova posizione del retrotreno.
L'ordine che seguo io
- Targhetta del carico massimo e somma dei pesi (pilota, passeggero, bagagli).
- Pressione a freddo con lo stesso manometro, seguendo la riga "due persone" del libretto.
- Precarico alla posizione indicata, controdado serrato a fine regolazione.
- Verifica del sag, statico e con pilota in sella.
- Click di estensione e compressione come da libretto, muovendone uno o due per volta.
- Fascetta sullo stelo per leggere l'escursione effettivamente usata dopo il giro.
- A passeggero sceso, ritorno alla configurazione da solista e annotazione dei valori sul quaderno.
Il 0,2 bar è il numero che tutti ricordano, perché è l'unico che si legge sul manometro in trenta secondi. Ma da solo non basta: se il precarico resta basso e i freni sono ancora quelli da solista, la gomma più gonfia lavora comunque su una moto che si siede. Il libretto è l'unica fonte che conosce il tuo modello; il quaderno è l'unico che ricorda cosa avevi fatto l'ultima volta.
Chi scrive
Motociclisti cresciuti tra il manuale di officina e i controlli in garage. Sanno leggere una scheda tecnica, riconoscere una manutenzione fatta bene e capire quale moto ha senso per l'uso reale.
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